Km e Tempo di percorrenza: 11 Km | 3h
Difficoltà: Media
Punto di partenza: Parcheggio in Via Strada di Collalto a Collalto, a lato delle scuole elementari del paese
Descrizione breve: Un percorso tra storia e leggenda che partendo dal Castello di Collalto, ci porterà tra pascoli, vigneti e boschi al Castello di San Salvatore (Susegana)
Passeggino/Carrozzina: Si

Il percorso

Percorso dei Collalto

Lasciata l’auto nei pressi del parcheggio di fronte al campo sportivo del paese, subito il nostro occhio cade sull’antica torre che dal XII sec. D.C. svetta maestosa verso il cielo. Proseguiamo verso sinistra percorrendo Via Strada di Collalto, la nostra via maestra che ci accompagnerà per buona parte del percorso.

La strada si presenta subito in salita, ma è una salita “di Pirro” poichè, raggiunta la vetta in breve tempo, il percorso diventa subito piano e abbandoniamo la strada asfaltata per un percorso su strada bianca. Sopra una collina sulla sinistra una casa e, prima del suo viale d’accesso, una piccola fontana con dell’acqua potabile dove riempiamo la borraccia.

Camminiamo lungo un viale ben ombreggiato grazie alla presenza di platani ai lati, mentre a destra e a sinistra possiamo vedere dei vigneti. Dopo circa 1km e mezzo sulla destra si apre una vista, anche se un pò nascosta, sul Montello e sul Piave e superata una casa colonica, i prati prendono il posto dei vigneti e in lontananza possiamo vedere delle mucche pascolare.

Siamo sempre protetti dall’ombra degli alberi, in prevalenza acacie e ci fermiamo ad assaggiare qualche mora che nasce spontanea a bordo strada. Superiamo il capitello dedicato alla Beata Giuliana di Collalto con un bel affresco all'interno e un’altra casa colonica. Poco più avanti a destra, degli strani impianti si rivelano essere dei depositi di stoccaggio di gas.

Continuiamo in leggera salita, il fondo a volte è un po sconnesso ma ciò non sembra infastidire Sebastian che da 20 minuti ha preso sonno nel passeggino. Purtroppo incrociamo un auto, e lui si sveglia...reclamando le more. Per fortuna il percorso è poco trafficato dai mezzi a motore, in due ore di cammino avremo incrociato si e no 5 veicoli ma ben 20 biciclette.

Siamo alla fine di questa stradina bianca e arrivati a un bivio, decidiamo di fermarci un attimo sedendoci su una panchina. Qualche minuto di riposo e riprendiamo il nostro cammino seguendo le indicazioni per Susegana.

La strada è asfaltata ma tranquilla e immersa nel verde del bosco tra acacie e platani. Camminiamo in leggera salita e poco dopo il bosco lascia il posto ai vigneti e a degli splendidi panorami sulla pianura trevigiana. Sulla sinistra notiamo subito il Castello di San Salvatore svettare sopra la collina. Altri 20 minuti di cammino e arriviamo al suo cospetto ammirandone l'architettura, le torri, e il palazzo di Odoardo.

Ristorante Sbeghen

Ristorante Sbeghen

Via San Martino n. 10 a Volpago del Montello - Tel. 0423 23570

sul Montello, con parco animali e parco giochi per bambini

Galleria Fotografica

Cosa vedere

Il Castello di Collalto e il Castello di San Salvatore entrambi legati alla storia dei Collalto, nobile casato di origine longobarda che proprio nella marca trevigiana affonda le sue radici millenarie. I Collalto dominarono la scena politica trevigiana del 1300 estendendo i loro possedimenti su buona parte dell'Alto Trevigiano. La contea dei Collalto fu dal 1300 e fino all'arrivo degli austriaci nel 1800 un regno a se stante con i propri regolamenti.

Punti di ristoro

Fontana posta lungo il percorso poco dopo l'inizio della camminata.

Trattorie in paese a Collalto

Curiosità

Tra le mura del Castello di Collalto aleggia la triste leggenda di Bianca, la bellissima dama di Chiara da Camino.
La storia narra che Tolberto di Collalto per cercare di sedare la rivalità tra i Collalto e i Caminesi, prese in sposa Chiara.

Chiara non era bella ed era molto gelosa del marito mentre la sua dama Bianca era dolce e affascinante e Tolberto se ne innamorò alla follia.

Il giorno in cui Tolberto in partenza per le crociate andò a congedarsi dalla moglie, questa era con Bianca che le stava pettinando i capelli, e si accorse guardando lo specchio dell'incrocio di sguardi tra il consorte e la dama e del folle amore che pervadeva i loro cuori. La sua vendetta non si fece attendere.

Una volta partito il marito fece murare viva la ragazza dentro una torre del Castello ove ella morì di stenti. Da allora la leggenda vuole che il fantasma di Bianca giri per il castello vestita di bianco.