- Km e Tempo di percorrenza: 9,6 Km | 4.00h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): 220
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Spiazzo nella congiunzione tra Via Bosco del Madean e il Troi dei Cavai a Miane
- Descrizione breve: Passeggiata sulle Prealpi Trevigiane in autunno tra colori, suoni e i profumi del bosco. Raggiungeremo Casera Salvedela, Malga Mont e Monte Crep
- Passeggino/Carrozzina: Sì
In autunno cosa c’è di meglio di un bosco? I suoi colori, i suoi profumi e la tipica atmosfera che si crea quando delle nuvole attraversano sentieri e panorami. Dal parcheggio imbocchiamo subito il sentiero a lato del tabellone con la cartina. Il panorama verso le altre cime delle Prealpi Trevigiane è coperto dalle nuvole e non possiamo intravedere la nostra meta.
Dopo qualche passo troviamo ad accoglierci letteralmente l’autunno che con i suoi colori riveste gli alberi e il sentiero che stiamo seguendo.
Il fondo è uniforme, perfetto per passeggini, e la leggera salita non si fa per nulla sentire. Ogni tanto ci fermiamo ad ammirare le foglie giallo arancio dei larici.
In alcuni tratti i pini e di conseguenza il colore verde prendono il posto delle essenze a foglia caduca. Oggi è martedì e di conseguenza non ci sono persone lungo il sentiero, il silenzio regna sovrano interrotto a volte dai cinguettii di qualche uccello.
Dal fianco sinistro del sentiero compare la roccia della montagna lavorata a lamelle dal vento e dall’acqua. Guardando in giro e non davanti a me, per poco scivolo ed Evelina mi porge un bastone dicendo che ormai sono vecchio e ho bisogno di quello per stare in piedi! Questo mi accompagnerà per tutta la camminata. Poco dopo una rampa in cemento e in breve siamo a Forcella Mattiola.
Proseguiamo verso Malga Mont, tra i pini alla nostra sinistra spuntano le Dolomiti che tentano di farsi spazio tra le nuvole. Questa carreraccia è piana e il camminare è piacevole. Dopo una curva spunta Casera Salvedela Nuova, un bivacco che può essere usato come punto d’appoggio o come luogo pic nic.
Andiamo avanti seguendo la via principale. Una nuvola ci attraversa la strada e io inizio a recitare la poesia San Martino di Giovanni Pascoli: “La nebbia agli irti colli, piovigginando sale…”. Con questa atmosfera ci sta proprio.
Raggiunto un bivio, prendiamo il sentiero che sale sulla sinistra. Ogni tanto le nuvole sono benevole e ci lasciano vedere qualche cima o crinale. Ritroviamo anche le Dolomiti.
Inizia la strada cementata che in circa 5/10 minuti ci condurrà a Malga Mont, l’ambiente è idilliaco e a volte sembra un quadro dipinto con questa viuzza che si infila tra gli alberi le cui chiome si tingono di verde, arancio e giallo.
Superiamo il cancello di ingresso dei pascoli della Malga e intravediamo il suo tetto. Ci siamo. Una volta raggiunte le stalle e il bivacco indico a Evelina di fronte a noi il Monte Crep avvolto dalle nuvole. Dai che arriviamo in vetta.
E ci rimettiamo in marcia per quache minuto verso la croce del Monte Crep; se avete il passeggino questo tratto non fatelo perché il sentiero è sconnesso e alla fine c’è uno strappetto in salita. La vetta è circondata dalle nuvole a 360° e dopo i nostri visi e la croce non si vede nulla ma è stupendo starsene quassù.
Da qui seguiamo a ritroso il sentiero percorso finora per tornare al parcheggio.
Galleria Fotografica
Track Gps
Cosa vedere
I colori del bosco
Panorami a 360° sulla Val Belluna, le Prealpi Trevigiane (Col de Moi e Col Visentin), i laghi di Revine, e la pianura trevigiana.
Punti di ristoro
Acqua non potabile e area grigliata presenti a Casera Salvedela Nuova.
Ristoro al Carmine in Via Carmine n. 146 a Miane - Tel. 0438 960238 e 329 475 7700
Malga Mont nel periodo di apertura.
Curiosità
Casera Salvedela ha un nome che racconta una storia triste. Un giorno, durante un violento temporale, un fulmine colpì la stalla adiacente la casera (Casera Salvedela vecchia). La corrente del fulmine corse lungo le catene che tenevano legati i bovini che restarono folgorati. Solo una vitella, non legata, si salvò. Da allora, il luogo è chiamato Salvedela, per ricordare la vitella illesa.






























