Passeggiata Motta di Livenza
Km e Tempo di percorrenza: 4,3 Km | 1.45h
Difficoltà: Facile
Punto di partenza: Parcheggio alla fine di Via Po a Motta di Livenza
Descrizione breve: Un percorso che che ci ha piacevolmente sorpresi con una cittadina a misura di famiglia: un bel centro pedonale, parchi giochi, aree verdi e il suo Santuario che ancor'oggi attira molti pellegrini.
Passeggino/Carrozzina: Si

Il percorso

Passeggiata Motta di Livenza

La mattinata è fredda, ma per le 11 è previsto il sole e decidiamo di partire per fare questo giro in questa cittadina lungo il Livenza. Parcheggiamo l'auto alla fine di Via Gronchi e caricato Marco sul passeggino iniziamo la nostra camminata entrando nel Parco del Moletto seguendo la strada tracciata. Tra varie alberature (magnolie, pini, allori) siamo in breve alla Casa degli Alpini e da li ci dirigiamo a sinistra sempre seguendo la stradina di sassi.

Stiamo costeggiando Via Aldo Moro, una strada molto trafficata. Continuiamo all'interno del parco, due bambini sono intenti a provare lo skateboard in una piccola pista. In breve siamo alla fine del parco, e all'entrata di una Casa di riposo, andiamo sulla destra e poi subito a sinistra in Via Cigana, la via principale del paese.

Passiamo sotto i portici e poi attraversiamo la strada per arrivare al Santuario. E' quasi mezzogiorno...orario di chiusura ma facciamo in tempo a vedere la mostra dei presepi allestita nel chiostro. Marco è un pò stanco di stare nel passeggino e vista la grande piazza decidiamo di farlo scendere per sgranchirsi un pò le gambe.

Entriamo nel portico esterno del Santuario per raggiungere il Capitello della Madonna, e poi passando per il portone li accanto sbuchiamo nel parcheggio del Santuario, da cui usciamo. Sul lato destro un'ampia area a parcheggio invita ancora Marco al movimento, e lo lasciamo andare...Sebastian nel frattempo inizia a chiedermi quando arriveremo ad un parco giochi.

Riprendiamo il cammino andando a destra in Via Alcide de Gasperi, costeggiando i campi da tennis e finalmente giungiamo al parco giochi con trattori di legno, scivoli e altalene. I bambini si stanno divertendo parecchio e dopo un quarto d'ora prima che finiscano tutte le energie gli diamo il nuovo obiettivo: il porto lungo il fiume.

Torniamo su Via Alcide de Gasperi, passiamo accanto al palazzetto dello sport e poi ad un Istituto Antonio Scarpa, che ha il cancello aperto. Marco Albino si fionda dentro, è un pò troppo presto la scuola superiore per lui e Evelina va a prenderlo seguito da Sebastian.

Arriviamo ad una piccola rotonda e qui ci sediamo nuovamente per mangiare i taralli mentre io capisco che strada prendere. Andiamo dritti in Via Risorgimento, i taralli sono un toccasana perchè Sebastian cammina con quelli in mano e Marco li mangia in passeggino. Stiamo camminando in una via tipica di paese, con case e palazzi ai lati. Sono le 12.30 e troviamo poca gente per strada, comunque la zona è molto tranquilla.

Arrivati alla fine di Via Risorgimento, svoltiamo a destra e poi subito a sinistra in Via Ledolo. Passiamo accanto alla stazione dei Vigili del Fuoco e mostro a Sebastian i loro camion parcheggiati. Seguiamo questa strada fino alla fine e quando sembra che abbiamo sbagliato strada ecco il sentiero che costeggia un ramo del fiume Livenza.

C'è un pò di ghiaccio lungo il sentiero e pur avendo detto a Sebastian "dammi la mano per non scivolare" ...lui si diverte a fare il pattinatore sasso, cadendo più volte sempre con il sorriso. Sull'acqua si specchiano le ville sul lato opposto della strada creando una scenografia molto suggestiva. Passiamo il pontile e subito dopo risaliamo fino ad arrivare al porto (Piazza Castello) e andiamo dritti in Via Bocca di Palazzo.

Raggiunto l'incrocio andiamo a sinistra e entriamo nella zona pedonale del centro. Ed ecco che tra le vie si sente la musica tipica natalizia,qualche passo e cosa vede Evelina? Sotto la loggia ecco un bar dove poter bere una cioccolata calda. Io prendo uno spritz col Select per avere così le patatine. Stiamo li un bel pò e poi ci rimettiamo in cammino visto che ormai sono passate le 13.

Arriviamo in piazza Luzzatti, addobbata a festa con le decorazioni natalizie e con i chioschi e la pista di pattinaggio, purtroppo data l'ora è tutto chiuso. Completiamo tutta la zona pedonale fino a raggiungere Viale Venezia, sotto una loggia il Bar Ken Il Guerriero mi ricorda la mia infanzia.

Andiamo a sinistra e raggiunto il Supermercato Visotto prendiamo Via Piave; restiamo su questa strada cittadina (che poi diventa Via Isonzo) fino a reincontrare Via Po e di li siamo in breve all'auto.

Abbazia Sant'Eustachio Nervesa

Abbazia di Sant'Eustachio

Visite guidate e degustazioni di prodotti tipici

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Galleria Fotografica

Cosa vedere

Basilica Santurio Madonna dei Miracoli edificata nella prima metà del 1500 e che all'interno conserva numerose opere di pregio come 8 affreschi del Pordenone, e sopra l'Altare la stupenda Ancona del Sansovino. Per due porticine ai lati dell'altare si scende nella Cripta: è il cuore del Santuario, il luogo dove apparve Maria.

Il porto

Punti di ristoro

Bar e locali pubblici lungo la via, soprattutto in centro

Curiosità

Era il 9 Marzo del 1510 quando la Madonna apparve a Giovanni Cigana un contadino di 79 anni che si trovava a passare davanti al "Capitello della Madonna", un'edicola di mattoni che racchiude al suo interno l'immagine della Vergine, per recitare il suo solito Rosario. Dopo la preghiera mentre si stava rimettendo in marcia, l'uomo si fermò colpito da una visione: una bellissima giovane, vestita di bianco, se ne stava seduta sul campo di grano ancora verde. Pensando si trattasse di una ragazza del paese le rivolse il saluto «Dio vi dia il buon giorno», al quale la fanciulla rispose «Buon giorno e Buon Anno» e continuò «Uomo dabbene, dove intendete andare?». Cigana le rispose «Voglio andare a parlare ad uno perché venga ad ararmi un piccolo tratto di terreno». E la giovane «Oh quello verrà volentieri e vi servirà volentieri, perché anche voi siete solito aiutarlo; e vi ripeto che verrà volentieri e vi servirà volentieri». Dopo queste brevi parole a Giovanni Cigana "si aprirono" gli occhi e riconobbe nella fanciulla la Madonna

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