Quante volte l'avete sentito dire? E' un'espressione tipica delle nostre zone che indica sorpresa, stupore.

Per ricercarne l'origine, dobbiamo andare al medioevo nella zona circostante all'Abbazia di Santa Bona a Vidor che allora era un importante porto fluviale.

Lungo il fiume Piave esistevano vari "passi barca" per trasportare merci e persone da una parte all'altra del fiume.

L'area circostante a Vidor era molto importante perchè la distanza tra i due argini era inferiore rispetto ad altre parti e perchè dalle sue sponde si diramavano importanti vie di comunicazione.

Bisnenti

Ne avete sentito parlare , specie in relazione al Palio omonimo che si svolge ogni anno sul Montello, ma chi erano poi questi Bisnenti ?

Il termine "bisnenti" significa due volte niente, originariamente con questo appellativo venivano chiamati i contadini senza terra e i boscaioli senza bosco; persone cioè che vivevano nell'assoluta povertà.

Ma durante tutto l'800 con il termine Bisnenti vennero denominati gli abitanti dei paesi montelliani, circa 8.000 persone, la cui unica fonte di sussistenza consisteva nel rubare il legname del Montello.

Castello Romano Treviso

Se guardando il castello mentre passate per Treviso pensate a cavalieri, dame, elfi, fate e duelli medievali ...dovrete ricredervi, niente di tutto ciò.

Infatti fu costruito tra la fine del 1800 e gli inizi del '900 dai Romano (da cui prende anche il nome), una famiglia di impresari edili della marca.

In realtà Fortunato Romano voleva acquistare Villa Margherita all'asta ma l'affare non gli riuscì per un soffio.
Sconsolato, decise allora di comprare quel terreno appena fuori dal centro cittadino, su cui sorgeva la casa di un contrabbandiere.

Pochi lo sanno ma in provincia di Treviso abbiamo avuto anche uno scisma, come quello d'oriente del 1054 che comportò la divisione della cristina tra Ortodossi e Cattolici. 

Questa storia è molto più recente. Tutto ha inizio nella notte del 13 Dicembre 1966 quando l'allora parroco di Sarmede, Don Giuseppe Faè, morì dopo un apostolato durato quasi quarant'anni.  Inutile dirvi che Don Giuseppe era molto amato in paese e tutti i parrocchiani speravano che il suo successore fosse il cappellano Don Antonio Botteon, che aveva aiutato il vecchio parroco negli ultimi anni di servizio.