Lo ius prime noctis del Conte Brandolini a Castelbrando

Brandolino Brandolini era un uomo d’armi in gamba e valoroso che, per i servigi resi alla Repubblica di Venezia, aveva ottenuto nel 1436 il feudo di Valmareno con il suo Castello (l'odierno Castelbrando).

Nei suoi sudditi Brandolino generava un mix di sentimenti: dalla gratitudine per i favori concessi, all’ammirazione per il suo coraggio, fino alla paura.

Casa dei Carraresi Treviso

...ma i carraresi non erano molto amati in città.

E' ormai diventata uno dei simboli della città di Treviso, grazie alle numerose mostre che si svolgono al suo interno.

Questo edificio probabilmente non fu mai dimora della nobile famiglia padovana, nel breve periodo in cui potè contare Treviso trai suoi possedimenti (1384-1388).

Ma allora che ci fa lo stemma dei Da Carrara sulla sua facciata?

A San Gal a cior la son

L'eremo di San Gallo è un piccolo complesso religioso che sorge sopra l'omonimo colle alle spalle del paese di Soligo.

Leggenda vuole che il frate Egidio di Lombardia estasiato dalla bellezza di questi luoghi 😍 fondò sulle rovine di un precedente castello dei Da Camino questo eremo.

L'eremo divenne ben presto meta di pellegrinaggi, compiuti soprattutto da chi soffriva d'insonnia. Si toglieva una scheggia dalla grande croce di legno e la si poneva sotto il cuscino.

I Caimani del Piave

Non preoccupatevi, nel Piave non ci sono alligatori ma fate sempre attenzione se vi fate il bagno, specie ai mulinelli.

Ma torniamo ai caimani. Erano un reparto che faceva parte della fanteria di marina ed era composto da un'elite di nuotatori, addestrati per l'attraversamento di fiumi, azioni di sabotaggio e il dispacciamento di ordini .

Furono impiegati sul fronte del Piave durante la guerra del 15/18 ed inizialmente erano composti da nativi delle zona che ben conoscevano le insidie di questi luoghi.

Il mistero del trenino scomparso Revine Lago

Durante la 1a Guerra Mondiale i paesi di Revine e Lago dopo la disfatta di Caporetto furono occupati dalle truppe austroungariche.

Gli austroungarici per agevolare il trasporto di viveri e munizioni al fronte, costruirono una linea ferroviaria: la Decauville Revine-Vergoman.

Questa linea a scartamento ridotto partendo da Revine correva sulle acque del lago, sfruttando delle rotaie fissate sopra dei barconi galleggianti, per poi proseguire lungo la vallata passando per i paesi di Cison, Follina e Miane fino al fronte sul fiume Piave.

El "mazariol" è un omino piccolo come un folletto, vestito di rosso e con indosso sempre un cappello e scarpe a punta. Viso rugoso, barba e capelli lunghi ed espressione dispettosa; insomma non certo un Adone.

El Mazariol è un tipo solitario si aggira per i boschi del trevigiano e delle vallate bellunesi, governando il suo gregge e tenendosi ben alla larga dalle persone.

Guai al malcapitato che ne calpestasse le impronte, una magia gli farebbe perdere la memoria e la strada di casa.

Alle origini del galateo

Al giorno d'oggi il galateo, alias bon-ton (che non ha nulla a che vedere con il tonno) è l'insieme di norme di buona educazione da tenere nella società.

Ma dove deriva

Il termine galateo deriva dal trattato scritto da tra il 1550 e il 1550 da Monsignor Giovanni della Casa: mentre si trovava presso l'Abbazia di Sant'Eustachio a Nervesa "Galateo overo de’ costumi".

No sta far combatar

Quante volte da bambini lo abbiamo sentito ?

E' un detto tipico rivolto per lo più da genitori e nonni ai propri figli/nipoti per dire loro di non litigare tra loro, far baruffe, seminare zizzania.

Ma perchè "No sta far combatar" ?

Che tradotto in italiano sarebbe "Non far combattere".

L'origine è da ricercarsi nella natura stessa della Repubblica di Venezia , uno stato la cui forza stava nei commerci. E come si sa per commerci fiorenti serve la pace, la guerra deve essere l'ultima carta da giocarsi.

Il Piave o la Piave

Il Piave o la Piave? Un dilemma storico che interessò i nostri avi e che al giorno d'oggi non esiste più. Ma perchè c'è ancora chi, specie tra i più anziani, chiama questo fiume "la Piave".

Sicuramente questo fiume nasce femmina e lo attestano numerosi documenti dal medioevo fino a metà '800, in Veneto e anche in altre parti d'Italia i fiumi solitamente erano femminili, così come "la Brenta", "la Livenza".

Uno dei monumenti più rappresentativi del capoluogo della marca. Ma qual'è la sua vera storia.

Era il 1559 quando l'allora podestà di Treviso, Alvise Da Ponte, fece costruire questa singolare statua in seguito ad una forte siccità che aveva colpito il territorio.

Durante tutta l'epoca veneziana (fino al 1797) la statua fu collocata all'interno del palazzo pretorio. Ogni anno per celebrare l'elezione dei podestà, per 3 giorni veniva fatto sgorgare da uno seno vino bianco e dall'altro vino rosso, cosicchè tutti i cittadini potessero bere liberamente... una sorta di ombralonga