- Km e Tempo di percorrenza: 7,1 | 3.5h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): 345
- Difficoltà: Media
- Punto di partenza: Parcheggio al Tempio del Canova a Possagno
- Descrizione breve: Partendo dal Tempio del Canova, percorreremo dapprima un percorso natura tra gli ulivi e poi, tra i sali e scendi dei sentieri di bosco, immersi nel verde e nel cinguettio degli uccellini, giungeremo alla Chiesa di San Giorgio sul Colle Bastia, con la sua pace e il bel panorama. Rientrando per le vie del borgo di Caniezza e poi per Via Caldoie, giungeremo all'Agriturismo a due passi dal Tempio e, in meno di 600 metri, torneremo al punto di partenza.
- Passeggino/Carrozzina: No
Il percorso
Oggi siamo a Possagno in un percorso di media difficoltà (per i nostri canoni) ma che ci porterà a esplorare i famosi muretti a secco di questa zona, i boschi e la quiete della Chiesa di San Giorgio sul Colle San Giorgio e Bastia.
Partiamo dal Tempio Canoviano con le sue imponenti colonne doriche che risaltano rispetto al resto della costruzione, la mattina è tranquilla e non ci sono molti visitatori. La truppa vuole subito fare i classici su e giù per la scalinata che per loro sembra quasi essere una parete di roccia. Dal colonnato la vista sul territorio è stupenda, da un lato i campi coltivati, i paesetti e le colline scavate da mani d'uomo per la famosa argilla. Sebastian nota subito che dal colonnato il campanile (che è storto) sembra dritto.
E' tempo di mettersi in marcia, prendiamo la strada che corre sul lato destro del Tempio (Via Giardin), tra il verde degli uliveti spunta un albero con una bella fioritura color bianco. Qualche passo e deviamo verso destra, imboccando il percorso pedonale.
Tempio del Canova
Via Giardin - PossagnoLa stradina è ben tenuta e in discesa, per la felicità dei più piccoli. Un muretto a secco ci accompagna lungo tutta questa pista, sul lato destro invece delle erbe spontanee spiccano dal terreno. Evelina riconosce aglio orsino e ortica; alcuni fiori danno bella mostra di sè tra i prati con i loro colori vivaci. Sebbene gli alberi intorno a noi siano ancora spogli, siamo nel pieno del risveglio della natura.
Superato un bel casolare in pietra (ne vedremo tanti), giungiamo alla fine della dorsale e mentre Marco Albino e Sebastian si esercitano sulle capitali europee...l'Islanda è quella con la capitale impronunciabile, Samuele cerca qualche soggetto per la sua macchinetta fotografica.
Percorso pedonale
Muretti a seccoAndando dritti percorriamo Via Caldoie e al primo incrocio prendiamo la via che sale sulla sinistra per la Chiesetta di Santa Maria Maddalena. Mentre io e Sebastian siamo un po' indietro la truppa passa oltre la Chiesa senza accorgersene e devo richiamarli indietro. Il prato antistante questo edificio religioso è pieno di margherite e tarassaco e sembra quasi di essere nel tipico contesto montano.
E' tempo di salita e già so che inizieranno le lamentele. Abbandoniamo la strada asfaltata per il sentiero e superato un rudere di una casa, inizia l'ascesa tra i boschi. Questo tratto di sentiero, per poco meno di un chilometro, si fa più selvaggio: la vegetazione ha in parte riconquistato la via, ma sono passaggi che si superano agevolmente. D'altronde siamo nel cuore del bosco ed è proprio questo il bello dell'esplorazione! A farci compagnia, tra un passo e l'altro, solo il cinguettio degli uccellini e il fruscio del vento.
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Muretti a seccoAlla nostra destra appare una piccola casetta in pietra, ormai abbandonata, che aggiunge un tocco di mistero al bosco. La pista è nascosta dalle foglie e ammetto che, tra una chiacchiera e l'altra, non è sempre facile seguire... tanto che sbagliamo strada! Per fortuna me ne accorgo subito e torniamo sui nostri passi. Tra il tappeto di foglie secche e i ricci di castagna, iniziano a spuntare timidi dei bellissimi fiori viola.
Improvvisamente, un grido riecheggia tra i rami (credo abbia svegliato anche gli ultimi animali ancora in letargo!): "Samuele!!!". Una spina di un riccio ha trapassato la scarpa. E adesso? La paura dei ricci rischia di bloccarci proprio sul più bello. Provo a caricarmelo sulle spalle, ma Samuele ormai ha il suo bel peso... così ci inventiamo una soluzione creativa: il gioco dello "slalom tra i ricci".
Con questo stratagemma, utilizzato poi successivamente anche con Marco Albino, proseguiamo il cammino quasi senza accorgercene. La salita si fa sentire, ma una volta superata l'ultima casa in pietra, raggiungiamo la vetta di questo tratto di bosco così suggestivo. Da qui, finalmente, può iniziare la discesa, tutta su strada cementata.
Casetta abbandonata nel bosco
Sentiero nel boscoRaggiunta la fine della discesa, deviamo sulla sinistra imboccando Via San Giorgio. Marco Albino vede tra i rami il Campanile della Chiesa e mi dice: Noooo ma dobbiamo arrivare fino a lì? Per fortuna un cartello indica che ci sono solo 20 minuti di cammino. Seguiamo con fiducia le indicazioni per la Chiesa di San Giorgio tra strada asfaltata e sentiero di bosco. Finalmente davanti alla Chiesa di San Giorgio: il nostro "giro di boa" e una vera oasi di pace e serenità.
Appena arrivati, sciogliamo i ranghi! La truppa non perde tempo: tirano fuori la coperta, la distendono nel prato e si godono il meritato riposo dopo le fatiche della salita. È il momento più bello della giornata.
Io ed Evelina approfittiamo di questi preziosi attimi di tranquillità. Restiamo seduti sulle panchine antistanti la Chiesa, tra il canto degli uccellini. Indico a Evelina alcuni luoghi visibili da qui: la Rocca di Cornuda, la Rocca di Asolo e i Colli Berici. Siamo in una posizione davvero privilegiata.
Via San Giorgio
Chiesa di San Giorgio Colle BastiaÈ tempo di rientrare. Scendiamo per il sentiero che parte proprio davanti alla chiesa, camminando ancora una volta tra i caratteristici muretti a secco che disegnano il paesaggio. Sulla nostra destra, tra il verde, riappare maestosa la cupola del Tempio Canoviano: un punto di riferimento che ci indica la via di casa...a 600mt dal Tempio c'è l'Agriturismo!
Sentiero davanti la Chiesa
Strade di CaniezzaRaggiungiamo Via San Giorgio e proseguiamo verso destra fino all'incrocio con Via Sant'Antonio. Qui voltiamo di nuovo a destra, con Marco Albino che orgogliosamente conduce il gruppo. Camminando tra le case di Caniezza, veniamo avvolti dai rumori tipici della quotidianità domenicale: il ronzio di chi taglia l'erba, il fruscio delle potature e, sì, anche qui qualche genitore che richiama i figli all'ordine! È una colonna sonora familiare che ci accompagna per circa 200 metri, fino a quando imbocchiamo sulla destra Via Caldoie.
Sulla nostra destra, alzando lo sguardo, possiamo vedere i boschi dove camminavamo circa un’ora fa, con il loro verde intenso e le prime fioriture primaverili. Continuiamo su Via Caldoie per un ultimo tratto in salita: Samuele inizia a puntare i piedi, ma Sebastian corre in soccorso offrendosi di portarlo un po' in groppa... trasformandosi in una sorta di "Sebastian, il cavallo del West" (che però, a differenza di quelli veri, mangia solo Tiramisù!).
Sguardo sui colli
Via CaldoieMarco invece è già avanti: non vede l’ora di raggiungere l'Agriturismo "A Due Passi dal Tempio" per il suo agognato tagliere! E in men che non si dica, eccoci arrivati, per la gioia di tutta la truppa. Oggi optiamo per dei ricchi taglieri di salumi e formaggi locali, ma volendo potete gustare un intero menù tipico, dall'antipasto al dolce, tutto fatto in casa con i prodotti genuini dell'azienda agricola.
Agriturismo a 2 passi dal Tempio
Dal colonnatoRigenerati dalla sosta e con il sorriso sulle labbra, percorriamo gli ultimi passi: eccoci di nuovo davanti alla maestosità del Tempio del Canova e alla nostra auto.












