- Km e Tempo di percorrenza: 4,8 | 1.5h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): irrisorio
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Parcheggi in Piazza Umberto I o in Via 4 Novembre
- Descrizione breve: Giro di paese a Zero Branco costeggiando dapprima il fiume Zero e poi addentrandoci nella campagna tra campi coltivati ad asparago e pioppeti. Una volta ultimata la camminata sosta rigenerante a Villa Guidini con il suo parco secolare e i giochi per bambini tra cui la ZipLine
- Passeggino/Carrozzina: Sì
Il percorso
Siamo a Zero Branco, incuriositi proprio dal suo nome che ha scatenato le ipotesi della truppa. I bambini sono abbastanza sicuri che il nome del fiume derivi dal numero zero, mentre "Branco" probabilmente abbia a che fare con dei lupi che in epoca storica spadroneggiavano nei dintorni. Come vedremo nel corso di questa camminata, tutte le nostre ipotesi sono errate.
Partiamo dalla piazza del paese e ci accoglie subito una bella vista sul fiume Zero, il cui scorrere in questo punto fa un bel rumore. Sebastian mi chiede come mai il fiume si chiami così e sorridendo invento: «Sarà perché è molto corto». Il mio compagno di viaggio non si "beve" questa versione e continua a ragionarci su, mentre Marco Albino inizia il cammino in Via 4 Novembre.
Passiamo accanto a delle panchine colorate, pensate per portare l'attenzione dei passanti su importanti temi di attualità: l'endometriosi (la panchina gialla), la bigenitorialità (la panchina blu) e il rifiuto della violenza sulle donne (la panchina rossa). Ai bordi della via, dei grandi tigli creano delle generose zone d'ombra che, con il sole di oggi, ci vogliono proprio.
Fiume Zero
Via 4 NovembreIn breve giriamo a sinistra in Via Milan, dove il fiume Zero ci accompagnerà per buona parte di questa viuzza. Non c'è marciapiede, ma i veicoli in transito sono pochissimi e il corso d'acqua, rispetto a prima, si è calmato parecchio. Marco Albino nota delle libellule e prova invano ad acchiapparle; poi decide che forse è meglio fotografarle, ma queste damigelle sono davvero furbe: se ne stanno tranquille su un filo d'erba vicino all'acqua e, appena le metti a fuoco con l'obiettivo... volano sul filo accanto.
Superiamo un capitello votivo e continuiamo il cammino: gli argini si riempiono de fiori bianchi della carota selvatica, mentre un piacevole venticello e l'ombra degli alberi dei giardini privati ci proteggono dal sole. Sulla destra, in mezzo ai campi, compare una villa veneta.
Via Milan
Capitello VotivoPassiamo poi accanto a un'edicola campestre con alcune panchine che invitano alla sosta. Intorno a noi ci sono numerosi alberi ad alto fusto, un dettaglio che mi lascia un po' perplesso: dalle mie parti si incontrano più che altro frutteti e le piante non raggiungono queste dimensioni, sia perché non vengono lasciate crescere troppo, sia perché si prediligono varietà di taglia minore.
Edicola campestre
Via MaonettiRaggiunto l'innesto con Via Maonetti giriamo a destra; iniziamo a vedere alcuni pioppeti e scatta la domanda: perché si coltivano i pioppi? Credo per la carta e perché il loro fusto molto dritto e slanciato li rende perfetti per altre lavorazioni. Questa risposta convince la truppa, che passa subito alla seconda domanda: «Ma alla fine, il branco di lupi dov'era?».
A Zero Branco di lupi non ce ne sono. Il nome "Zero" deriva infatti da "Iarius", un antico possidente terriero della zona che ha finito per dare il nome all'intero territorio, mentre "Branco" è stato aggiunto più tardi, prendendo in prestito il nome di un colmello (una frazione del comune), e significa letteralmente "diramazione di un fosso o canale". In effetti, pensandoci bene, tra fiumi e fossati fino a questo momento l'acqua ci ha sempre accompagnato.



Pioppeto
Via Busatti
Capitello Votivo
Via Cappella
Villa Guidini
Parco di Villa Guidini












