Via dell'Acqua Cison di Valmarino
Km e Tempo di percorrenza: 5.5 | 3h
Difficoltà: Facile
Punto di partenza: Parcheggi di fronte Castelbrando a Cison di Valmrino
Descrizione breve: Una passeggiata ad anello che percorrendo l'itinerio della Via dell'Acqua ci condurrà lungo i sentieri del Rio Rujo. Raggiunto il giro di boa torneremo indietro in parte per lo stesso percorso per poi deviare e salire fino a Castelbrando, uno dei manieri più famosi d'Italia ...la discesa dal castello? Bè con la funicolare ;-)
Passeggino/Carrozzina: No

Il percorso

Via dell'Acqua

La mattinata non è proprio un granchè ma decidiamo comunque di puntare ad una camminata sulle Prealpi. Oggi mamma e Marco Albino restano a casa a riposare ma abbiamo aggiunto un nuovo membro alla truppa, la "zia" Nadia (in Veneto son tutti zii e zie) esperta camminatrice.

Stiamo quasi per iniziare la salita in auto per raggiungere il Passo San Boldo ma vediamo dei nuvoloni in alto e all'ultimo momento decidiamo di optare per la Via dell'Acqua (e Via dei Mulini) a Cison di Valmarino, un famoso itinerario che manca al nostro parlmares.

Parcheggiamo l'auto sui parcheggi sotto Castelbrando, infiliamo gli scarponi (è meglio se li usate) e ci incamminiamo prendendo la stradina bianca posta alla fine dei parcheggi che conduce verso il centro di Cison di Valmarino. Fa un pò freschino e il sole non ne vuole sapere di uscire oggi.

Arriviamo di fronte alle Case Marian e prendiamo Via Mascagni, superiamo la Chiesa del paese e andiamo a sinistra (Piazza Roma). Avevo promesso a Sebastian un pò di cascate e camminando lungo Via Mazzini lo alzo sul muretto di pietra per vedere le cascatelle del torrene Rujo. 

In breve siamo al ponte di pietra (con una magnifica casa in stile) che attraversiamo per giungere in Via Serenissima (a sinistra) e iniziare la Via dei Mulini. 

Continuiamo lungo la strada asfaltata, passiamo accanto alla casa dell'Associazione "la Via dei Mulini", e poco più un la ecco la mappa del percorso con la prima fontanella. Io e Nadia studiamo per benino la mappa (per sicurezza faccio anche una foto) perchè il nostro intento sarebbe quello poi di percorrere tutto il sentiero per poi al ritorno deviare e raggiungere Castelbrando.

Procediamo lungo la strada asfaltata che poi diventa lastricata, seguiamo i cartelli di "Camminando per volare" che saranno molto utili per guidare i nostri passi. Giunti a una curva a gomito, giriamo a sinistra abbandonando il lastricato per lo sterrato che quasi subito si reimmete in una via di paese.

Sebastian nota sopra un vecchio rustico una balla di fieno e alcuni trattori e poco più in là un mulino. Gli occhi gli si illuminano ed esclama un bel "wow", peccato che la ruota non giri ma lui comunque si mette a studiare la ruota, la casa, il torrente più sotto.

Superato il mulino inizia un pò di salitella tra le rocce umide, e raggiunti una scultura di un  corpo di donna andiamo a sinistra seguendo le indicazioni. Camminiamo in piano lungo una via ben battuta con dell'acqua che scorre lungo una canaletta. 

Tra la vegetazione ecco farsi spazio degli scenari stupendi con acqua che scorre e  cascate. Arriviamo ad un ponte di legno con ai lati delle sculture simili a un totem. Poco più in là una casa e delle nuove...cascate che Sebastian vuole raggiungere di gran carriera.

Ci fermiamo un attimo, giusto il tempo di tirare qualche ramo nell'acqua e vedere la corrente che lo trascina via. Sebastian stranamente non reclama la pausa. Superiamo queste cascatelle camminando lungo delle passerelle di legno, sempre ben protetti con i loro corrimano. Abbiamo qualche difficoltà  a camminare sopra le radici, ma superiaamo questo "scoglio" e arriviamo nei pressi di alcune panchine (Prato Mazarol). Non siamo ancora al giro di boa e quindi avanti tutta.

La camminata è semplice ed agevole e lungo il percorso troviamo parecchi cani con i loro padroni.  L'acqua scorre incessante alla nostra sinistra e il suo rumore è un ristoro che ci allontana dalla vita di tutti i giorni. Raggiungiamo delle effigi in legno di folletti e saliamo tra i sassi. 

Il percorso diventa piano, con leggere salite, alcuni ponticelli da passare e alcuni tratti tra le rocce.

Ad un certo punto iniziamo a trovare molto fango, l'ambiente è comunque umido. Faccio camminare Sebastian lungo il "guardrail" sulla destra con la zia Nadia che lo tiene per mano.

Arriviamo vicino ad una grande roccia che mi ricorda il Coston del Montello e cosa ti vede la zia Nadia con la coda dell'occhio???? Da ora in poi sarà sempre soprannominata "Occhio di falco"...una salamandra. Sebastian gli si avvicina e vorrebbe toccarla ma ovviamente glielo proibiamo perchè gli animali vanno lasciati liberi e non vanno impauriti. Goffa e lenta la bestiolina si rintana in un anfratto...e noi continuiamo il nostro viaggio.

Un pannello in ferro ha incisa una frase di Seneca "Quello che pensi di te stesso, è più importante di quello che pensano gli altri di te".

La camminata continua tranquilla, ben presto il fango diventa un pò più duro.  Ecco nuovamente una bella cascata. Superiamo un ponte di legno e arriviamo nei pressi di un imponente albero, la cui metà è stata abbattuta forse dal vento o forse da un fulmine. La ramificazione delle sue radici è davvero impressionante.  

Andiamo avanti lungo il sottobosco e arriviamo in un grande prato, a sinistra un ponte con una sbarra di ferro, mentre più in sù un parcheggio e il bosco delle penne mozze. Siamo al giro di boa, facciamo una breve pausa con qualche tarallo e un pò d'acqua e ci apprestiamo a proseguire oltre la sbarra per scendere lungo la strada asfaltata.

Guardando la cartina però la zia Nadia ha la brillantissima idea di tornare indietro per la stessa strada dell'andata fino al Prato al Mazarol (quello dove c'erano le panchine) così da godere dei rumori della natura piuttosto di quelli delle auto.

Torniamo indietro fino alle panchine e li facciamo la nostra pausa per recuperare le energie. Sebastian tuttavia è impaziente di vedere il castello e mi chiede di telefonare perchè non glielo chiudano. 

Ripartiamo per l'ultima parte della nostra passeggiata. Attraversiamo il ponte di legno posto sulla canaletta e siamo su Via San Silvestro, oltrepassiamo la chiesetta e andiamo avanti lungo il marciapiede per quasi 500 metri fino a raggiungere la rotonda. Qui svoltiamo a destra in Via Santon Osvaldo e raggiunto l'incrocio a T andiamo a destra in Via Brandolini Brando, in pratica passiamo accanto al campo sportivo. 

Inizia l'ascesa al castello, l'unico tratto veramente in salita di questa nostra camminata. Superiamo la sbarra di ingresso al castello e cammina, cammina ecco la torre d'entrata.  Portiamo Sebastian a vedere le carrozze e qualche panorama da quassù ma il tempo non lascia intravedere un granchè.

Come scendere ora? Bè con la funicolare (la discesa è gratuita), per i bimbi è sempre un'emozione ed è divertente vedere che si tengono forte ai manubri laterali. Siamo nuovamente al parcheggio e di li all'auto per una camminata che grazie al rumore dell'acqua ci ha permesso di staccare veramente la spina.

Mangia e bevi ...vicino a Valdobbiadene

Zilli Santo Stefano

Cantina Zilli - il Prosecco fresco di Sorgente

In cantina potrete godere della bontà di un buon Prosecco di fronte a una cascata

via Grave,9 - 31049 Valdobbiadene
Tel 349 543 8427

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Cosa vedere

Mulini, lavatoi e antichi folli testimoni del passato di Cison di Valmarino

Castelbrando di certo non ha bisogno di presentazioni. L'antico castello dei Conti Brandolini sapiemente ristrutturato e rimodernato. Al suo interno: un hotel, un museo, ristorante, il teatro tenda. La visita esterna è gratuita. Potete scendere e salire usando la funicolare che parte dai parcheggi in basso

Punti di ristoro

Fontana presso le panchine/tavolate lungo il sentiero della Val dell'Acqua

Curiosità

Il percorso della Via dell'Acqua (Via dei Mulini) è una sorta di salto agli inizi del 900 quando le attività economiche dell'abitato di Cison di Valmarino erano strettamente legate allo sfruttamento delle acque del torrente Rujo. Mulini, ruderi di folli, lavatoi ricostruiti, canalette con le diverse chiuse.