- Km e Tempo di percorrenza: 5,7 Km | 2.0 h
- Dislivello in mt (somma di tutte le salite): 213
- Difficoltà: Facile
- Punto di partenza: Parcheggi sul retro del municipio di Miane in Via Matteotti a Miane
- Descrizione breve: Partendo da Miane e camminando dapprima su vie di paese e poi sulla Strada Vecia immersa nel bosco, raggiungeremo il Santuario della Madonna del Carmine (a circa 500 metri s.l.m.) e il Ristoro Al Carmine adiacente (aperitivi, pranzi e cene) abbarbicati sulle pendici del Monte Crep.
- Passeggino/Carrozzina: Sì
Il percorso
Inverno, la natura è in riposo ma la natura e le nostre Prealpi mostrano a noi camminatori un lato inedito fatto di silenzi e panorami che in mezzo al verde a volte non vedi. Inoltre vedere il giallo delle foglie dei faggi spiccare tra gli alberi spogli è un bel colpo d'occhio.
Partiamo dal parcheggio posto sul retro del Municipio di Miane, scesi dall'auto abbiamo di fronte a noi il campanile. Samuele appena scesa dall'auto ha subito fame e ce la caviamo con un po' di taralli. Mamma Evelina controlla che tutti siano vestiti bene...perché i nostri moschettieri nonostante le temperature (6°C) girerebbero ancora in maniche corte. Andiamo verso Via Matteotti, giriamo a sinistra e poi dopo qualche passo subito sinistra.
Chiesa di Miane
Percorso pedonale tra le casePassiamo la scuola e i campi sportivi che sono veramente tenuti bene, oltrepassiamo una sbarra e poi, camminando tra le case, raggiungiamo Via Cavour e proseguiamo verso destra.
Diciamo ai bambini di fare attenzione per il passaggio delle auto e il nostro cammino prosegue. Da un comignolo esce del fumo che richiama subito alla mente il focolare domestico. Noi invece cerchiamo "calore" nel movimento, consapevoli che la nostra avventura inizierà una volta passate le ultime case.
Fumo dai comignoli
Il Santuario del Carmine all'orizzonteTra le Prealpi spunta il Santuario della Madonna del Carmine e mostro a tutta la truppa il nostro obiettivo di giornata. Non sembra molto lontano e pertanto non ci sono lamentele come al solito. I nostri passi proseguono guardandoci attorno tra vigneti, case di paese e la vista su antichi casolari ormai disabitati.
Raggiunta una curva verso destra, prendiamo la via che sale dritta (se avete il passeggino potete proseguire lungo la strada principale e poi girare a sinistra). La strada è stretta ma suggestiva e i bimbi cominciano a correre avanti e indietro e a giocare ai pokemon. Con un piccolo strappetto raggiungiamo una strada bianca e giriamo a sinistra.
Deviazione da Via Cavour a Miane
Panchina lungo la strada veciaComincia così la Strada Vecia (Via delle Genziane) e anche una legger salita (verso destra) ...ma cosa vedono i nostri occhi all'orizzonte? Una panchina!!!! Il richiamo è irresistibile e tutti si affrettano per sedersi, anche se alla fine siamo appena partiti.
La strada è asfaltata e ogni tanto il Santuario torna a fare capolino tra case e alberi. Sembra volerci dire: dai che vi aspetto. Mi volto indietro e vedo il borgo da cui siamo partiti con il fumo che esce dai camini. Marco Albino che negli ultimi giorni ha studiato le foglie a scuola, inizia a riconoscerle: questa è lanceolata, quella del pino è aghirome e poi c'è quella a forma di cuore: la cuoriforme.
Studiamo la forma delle foglie
Cartelli SegnaleticiSiamo accanto a un bel casolare in pietra, poco dopo sulla destra compare una specie di monumento in legno che illustra la storia di questo percorso. Poco più avanti compare il primo capitello della Via Crucis a testimonianza dei pellegrinaggi del passato verso il Santuario. Su alcuni capitelli Marco Albino ci chiede il motivo della particolare scena ritratta, ma parlandogli della Pasqua il discorso poi ricade subito sul Natale (siamo a Dicembre).
Sul finire della strada sterrata la fame inizia a farsi sentire ma per fortuna il Santurio e il Ristoro Al Carmine oramai sono molto vicini pertanto tirando fuori una caramella riusciamo a rimettere tutti in marcia.
Pannelli illustrativi
Lungo la via crucis di MianeGiunti alla strada asfaltata (Via del Carmine) andiamo avanti verso destra e passo dopo passo il Santuario è sempre più a portata di mano. Sul ciglio della via Sebastian trova un grande guscio di una chiocciola che nella forma ricorda molto l'ammonite ed è molto contento di aver trovato un suo "reperto storico".
Le case delle chiocciole
Arrivati al santaurioSiamo alla stazione 13 della Via Crucis e in breve tempo raggiungiamo il Santuario con il suo belvedere e il Ristoro Al Carmine ove ci prendiamo un bel tagliere, spritz e té per calmare la fame. Ce ne stiamo al sole e all'aperto perché si sta proprio bene con questa vista mentre i bimbi giocano.
Tagliere ristoro al carmine
Panorama dal SantuarioPrima di tornare, entriamo nel Santuario per vederne l'interno e accendere la classica candela.
Il rientro segue Via del Carmine prestando attenzione ai (pochi) veicoli in transito. La discesa è sempre un piacere e tra gli alberi spogli spicca qualche faggio che vuole a tutti i costi mantenere le sue foglie e infatti da bella mostra di se, saltando subito all'occhio.
Samuele è sempre davanti a tutti e dobbiamo spesso richiamarlo poiché non ha ancora ben chiaro il "fischio del pastore". Quando il papà fischia bisogna restare immobili! E' una nostra regola per cui i bimbi possono andare avanti un po' da soli ma se sentono il fischio del pastore devono fermarsi all'istante! Con Samuele (5 anni) dobbiamo ancora lavorare.
Passiamo accanto a un bel casolare e successivamente ad un antico fienile.
Lungo Via Carmine
Antico fienileIniziano chiacchere e scherzi tra di noi mentre io fischietto le sigle di "Banana Joe" o "Io sto con gli Ippopotami" e tutti provano a imitarmi. Raggiunto l'innesto di Via della Genziano giriamo a sinistra e poi seguiamo a ritroso il percorso dell'andata.
Vicino alla Chiesa di Miane c'è un piccolo parco giochi e non serve dirlo che la sosta è d'obbligo. Penserete che il parco giochi serva per consumare le ultime energia ma in realtà funziona all'inverso perché qui si ricaricano le batterie. Io ed Evelina però ci godiamo il tepore di questo sole invernale.













